Scuola finita, lavoro no: come organizzarsi senza impazzire

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L’ultimo suono della campanella di giugno a scuola rappresenta un suono dolcissimo per i bambini, che possono iniziare lunghe giornate di giochi, corse in libertà e divertimento sfrenato. Per le mamme lavoratrici, invece, quello stesso suono assomiglia molto al gong che dà il via a un incontro di boxe.

Nella mente delle mamme parte infatti il complicatissimo “tetris” estivo con la canonica domanda: “Come faccio a far combaciare i miei orari di lavoro, le call e le scadenze con i tre mesi di vuoto totale lasciato dal calendario scolastico?”.

Probabilmente, al solo pensiero, l’ansia rischia di sopraffarti. Non preoccuparti però, le donne, soprattutto se mamme e lavoratrici, hanno una marcia in più. Di certo non esiste una formula magica che farà sparire la stanchezza, ma ci sono delle valide strategie per organizzarsi per tempo e vivere queste settimane senza impazzire. Ecco una guida pratica (e di sopravvivenza!) pensata per te, quando finirà la scuola.

Cosa fare dopo la fine della scuola: flessibilità e centri estivi

Il primo passo da fare è “mappare” le settimane. Prendi un grande calendario cartaceo, di quelli dove puoi scrivere comodamente, e appendilo in cucina. Usa colori diversi per te, per il tuo partner e per i bambini così da visualizzare eventuali “scoperti”.

I centri estivi possono darti una grande mano, ma generalmente costano tanto o coprono solo mezza giornata. In questi casi la regola d’oro è una: la pianificazione è essenziale, ma la flessibilità può salvarti la vita.

Non cercare di programmare ogni minuto, anche perché gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo. Accetta che il piano originale possa subire variazioni all’ultimo minuto.

Siediti quindi con il tuo partner e stabilisci con lui i turni: chi porta il bambino a calcetto, chi lo va a prendere, chi copre le emergenze ecc. La gestione dei figli non è solo un problema della mamma, ma un progetto di squadra che riguarda l’intera famiglia.

Nonni, babysitter e alleanze tra mamme

Un proverbio africano dice che “per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”. Una frase che sembra perfetta per il periodo subito dopo la fine della scuola.

Se hai la fortuna di avere nonni disponibili, coinvolgili, ma fallo nel rispetto delle loro energie. Tieni conto dei loro impegni ed eventualmente distribuisci i compiti tra nonni materni e nonni paterni.

Se non puoi contare sui nonni, allora l’ancora di salvataggio diventa la babysitter. Sceglila con cura e informati presso le persone dove lei ha già lavorato.

Continua a costruire il tuo villaggio e stringi alleanze con le mamme, ancora meglio se abitano vicino a te. Organizza dei turni: magari il martedì pomeriggio tu tieni l’amico di tuo figlio e il giovedì l’altra mamma ricambia il favore. I bambini saranno felici di giocare insieme, mentre tu e l’altra mamma guadagnerete ore preziose di lavoro.

Regole per sopravvivere in smart working

Se lavori in smart working, le difficoltà aumentano esponenzialmente. I confini tra lavoro e famiglia diventano infatti ancora più sottili e c’è il serio rischio che i tuoi figli li superino. E così, proprio durante una call importante, i tuoi figli potrebbero entrare sbraitando nel momento clou.

Questo non deve accadere. Spiega bene ai tuoi figli che lo spazio dove lavori non può essere “violato”. Per rafforzare il concetto, crea dei segnali visivi. Ad esempio se la porta dello studio è chiusa, o se indossi delle cuffie, vuol dire che non puoi essere disturbata, a meno che non ci sia una vera emergenza.

Prepara dei “kit di sopravvivenza” per quando devi affrontare call importanti: scatole con giochi nuovi di zecca, album da colorare o costruzioni da usare solo in quei momenti fatidici.

In giornate particolarmente intense, magari quando devi finire una presentazione importante, non aver paura di ricorrere a un paio d’ore di televisione o tablet. Naturalmente questa deve essere un’eccezione, non la normalità, ma non sentirti in colpa se lo fai, si tratta di sopravvivenza!

Smettila di essere perfetta

C’è infine un nemico invisibile, forse il più subdolo di tutti: il senso di colpa. A volte potresti avere la sensazione di non essere perfetta. Be’, ti tolgo il dubbio: non lo sei! In realtà nessuna mamma è perfetta, quindi non farti assalire dai sensi di colpa se sui social vedi mamme che organizzano gite pazzesche con i figli o che preparano loro merende perfettamente biologiche. I social non sono la realtà, quindi affronta le vere problematiche quotidiane.

Il segreto per non impazzire è abbassare le pretese e smettere di provare a essere perfetta. Non cade il mondo se, qualche sera, cenerete con piadine e prosciutto o se ordini la pizza poiché non sei riuscita a preparare nulla. I tuoi figli non hanno bisogno di una mamma perfetta, ma di una mamma presente. Può sembrare una banalità, ma è la verità.

Quando stacchi dal lavoro, chiudi davvero il computer. Punta sulla qualità del tempo, non sulla quantità. Venti minuti a leggere un libro coi bambini o a fare con loro una battaglia di cuscini, essendo mentalmente presente al 100%, vale molto di più di un’intera giornata passata insieme, ma con la testa altrove. Sii indulgente con te stessa e buona estate, ce la farai anche quest’anno!

Foto: Pixabay

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