Lavorare in smart working: come “staccare” davvero senza fondere lavoro e vita privata

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Lavorare in smart working

Lavorare in smart working ci è stata presentata come la soluzione perfetta per conciliare senza problemi carriera e famiglia. Niente più corse contro il tempo per arrivare in orario in ufficio, maggiore flessibilità e la possibilità di stare vicine ai propri figli. Eppure, nella realtà dei fatti, le cose non stanno esattamente così.

Paradossalmente, separare vita lavorativa e vita privata è diventato più complicato di prima. Le case sono diventate uffici aperti 24h e per le donne lavoratrici c’è la sensazione di dover essere “sempre sul pezzo”, che sia per rispondere a un’email urgente o che sia la cena da preparare. Tutto questo rischia di prosciugare le energie delle donne lavoratrici, ecco perché in questo articolo ti spiego come imparare a “staccare” davvero.

Lavorare in smart working: crea il tuo “santuario” professionale

Quando lavori da casa, il tuo cervello e la tua famiglia hanno bisogno di segnali chiari. Innanzitutto devi crearti uno spazio di lavoro apposito, separandolo nettamente dalle aree dove vivi la quotidianità della tua famiglia.

La cosa migliore sarebbe lavorare in una stanza con una porta. Spiega ai tuoi figli, al tuo partner o ai familiari che vivono con te che, quando quella porta è chiusa, significa che stai lavorando e non puoi essere disturbata, a meno che non si tratti di un’urgenza reale.

Se non hai una stanza, ritagliati un angolo specifico e trasformalo in un piccolo studio, che serva esclusivamente per il tuo lavoro. Evita assolutamente di lavorare dal divano, dalla camera da letto o dal tavolo dove poi cenerai. I luoghi della casa dedicati al gioco con i bambini, al relax o all’intimità di coppia devono restare “sacri” e lontani dallo stress lavorativo.

Inventa il tuo “tragitto” casa-lavoro

Uno dei vantaggi dello smart working è di non dover spendere soldi per la benzina, per l’autostrada o per il parcheggio, o eventualmente per i mezzi pubblici, e magari anche di poter concedersi quei 10 minuti in più nel letto la mattina. Tuttavia c’è un però: quel tragitto casa-lavoro ti serviva per disintossicarti dalle tossine lavorative e ritornare a casa con meno stress.

Adesso il rischio è di doversi rituffare subito nella routine della famiglia, appena finito col lavoro, senza avere neanche il tempo di staccare realmente. Per evitare questo corto circuito, crea il tuo “tragitto”, una sorta di routine di transizione.

Stabilisci un orario in cui la tua giornata lavorativa finisce, spegni il pc (non metterlo in standby) e metti via documenti e altri fogli di lavoro. Fatto ciò, prenditi 10-15 minuti solo per te: fai una passeggiata, ascolta un po’ di musica o fai una doccia. Anche togliersi di dosso i vestiti usati per una call e indossare una comoda tuta è un chiaro segnale al cervello, che capisce che la giornata lavorativa è realmente conclusa.

Come gestire la tecnologia senza “sensi di colpa”

La tecnologia è un’alleata preziosa, ma rischia di trasformarsi in una prigione se non impari a gestirla e a limitarla. Le donne e le madri spesso soffrono della cosiddetta “sindrome da iper-disponibilità”, sentendosi in dovere di rispondere a un messaggio aziendale o un’email di lavoro anche alle 8 di sera. Quando arriva il trillo di una notifica di un gruppo di lavoro, non ce la fai a non rispondere, vero?

Qui devi essere più forte e liberarti dal senso di colpa che potrebbe attanagliarti, se non rispondi subito al telefono. Anche tu hai diritto alla disconnessione, quindi una volta terminato il lavoro disattiva le notifiche delle email aziendali e di tutte le chat di lavoro.

Se non rispondi, è anche un modo gentile per far capire ai tuoi colleghi che non sei disponibile e che non vuoi essere disturbata. Se inizi a rispondere anche alle 9 o alle 10 di sera, i colleghi o i capi un po’ troppo invadenti continueranno a scriverti a qualsiasi orario, aspettandosi tra l’altro una tua risposta, poiché li hai “abituati” male.

Se durante la giornata sei stata produttiva, hai tutto il diritto di staccare dal lavoro ed essere presente per la tua famiglia, senza l’ansia di dover rispondere sempre a email, messaggi e chiamate.

La donna è multitasking, ma non è un robot

Da tempo circola la convinzione che la donna è capace di fare tutto contemporaneamente, questo però è un mito che andrebbe sfatato. Da un lato è vero che la donna ha una grandissima forza di volontà, grazie alla quale può gestire e affrontare varie situazioni, ma è anche vero che non può svolgere contemporaneamente due compiti impegnativi come se fosse un robot.

Lavorare in smart working non significa far partire la lavatrice e partecipare a un meeting, né tanto meno supervisionare i compiti di tuo figlio durante una telefonata importante con un cliente. Sovrapporre i ruoli di lavoratrice e mamma rischia di essere frustrante, trasformandoti in una professionista distratta e una mamma poco paziente.

Dividi quindi la tua vita in due sezioni distinte e separate: in una sei una lavoratrice e in un’altra mamma e moglie. Per essere davvero presente per la tua famiglia, devi imparare a staccare una volta e per tutte dal lavoro quando l’orario lavorativo è finito.

Foto: Pixabay

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