Errore sul lavoro: cosa fare subito e come rimediare
di Pina Tamburrino, aggiornato il . Si legge in 3 minuti.

Quando commetti un errore sul lavoro la cosa da fare è dirlo subito a chi deve saperlo, spiegando cosa è successo, quali conseguenze ha e come proponi di rimediare. Un errore ammesso in fretta costa quasi sempre meno di uno scoperto da altri.
Sbagliare al lavoro capita a tutte, a ogni livello. Quello che resta nella memoria di capi e colleghi non è l’errore, ma come l’hai gestito.
1. Fermati e misura il danno
Il primo impulso è il panico, il secondo è nascondere. Tutti e due peggiorano le cose. Prenditi qualche minuto e rispondi a tre domande: cosa è successo esattamente, chi ne subisce le conseguenze, quanto tempo c’è prima che il danno aumenti.
Se puoi bloccare subito l’effetto dell’errore, fallo: richiamare un’email, sospendere un ordine, avvisare un collega prima che usi un dato sbagliato.
2. Dillo tu, e presto
Vai dal tuo responsabile prima che lo venga a sapere da altri. Una frase come questa basta: «Ho commesso un errore su questa pratica. È successo questo, le conseguenze sono queste, e ti propongo di fare così».
Non serve drammatizzare né scusarsi dieci volte. Una sola scusa, chiara, e poi i fatti.
3. Porta una soluzione
Chi arriva con il problema e una proposta viene ascoltato in modo diverso da chi arriva solo con il problema. Anche se la tua soluzione non è quella definitiva, dimostra che hai già cominciato a rimediare. Se non sai come risolvere, dillo e chiedi aiuto: è meglio che improvvisare e sbagliare una seconda volta.
4. Non cercare colpevoli
Può darsi che l’errore dipenda anche da un’istruzione poco chiara o da un collega. Se è così, lo spiegherai quando si parlerà di come evitare che si ripeta. Nel momento in cui lo comunichi, prendi la tua parte e basta. Scaricare la responsabilità fa perdere più credibilità dell’errore stesso.
5. Sistema la causa
Chiuso l’incidente, chiediti perché è successo. Fretta, troppe cose insieme, una procedura che non conoscevi, un controllo che mancava. Poi cambia qualcosa di concreto: una lista di verifica, un doppio controllo, dieci minuti di rilettura prima di inviare.
Dire al tuo capo «da oggi faccio così» chiude davvero la questione.
6. Non restarci dentro per giorni
Rimuginare non ripara nulla e abbassa la concentrazione, cioè aumenta il rischio di sbagliare ancora. Se l’ansia non passa e torna a ogni compito, leggi come affrontare l’ansia da lavoro.
Quali conseguenze può avere un errore sul lavoro
Nella grande maggioranza dei casi un errore commesso in buona fede si chiude con un chiarimento. Se è più grave, o si ripete, l’azienda può aprire un procedimento disciplinare: ti contesta per iscritto il fatto e tu hai il diritto di rispondere, di norma entro cinque giorni, prima che venga decisa una sanzione. Le sanzioni vanno dal richiamo alla multa e alla sospensione, secondo quanto prevede il contratto collettivo.
Il licenziamento riguarda i casi di negligenza grave o di errori ripetuti nonostante i richiami. Il risarcimento del danno può essere chiesto al dipendente solo in casi particolari. Se ricevi una contestazione scritta, non rispondere d’impulso: rivolgiti al sindacato o a un consulente del lavoro.
Se sbaglia una persona del tuo gruppo
Se sei tu la responsabile, il modo in cui reagisci decide se la prossima volta l’errore ti verrà detto o nascosto. Ascolta, risolvi insieme, parla della causa in privato. Chi viene umiliato davanti agli altri impara solo a non farsi scoprire.


