Rientro al lavoro dopo la maternità: diritti e consigli
di Pina Tamburrino, aggiornato il . Si legge in 3 minuti.

Al rientro dalla maternità hai diritto a tornare nello stesso posto e alle stesse mansioni, o a mansioni equivalenti, a due ore di riposo al giorno fino al primo compleanno del bambino e a non essere licenziata fino a quella data. Puoi inoltre chiedere il congedo parentale.
Tornare al lavoro dopo un figlio mette insieme due cose: le regole, che conviene conoscere prima, e l’organizzazione, che si costruisce un po’ alla volta.
I tuoi diritti al rientro
Lo stesso posto di lavoro
La legge prevede che tu rientri nella stessa unità produttiva in cui lavoravi, o in un’altra nello stesso comune, e che ci resti fino al compimento di un anno del bambino. Le mansioni devono essere le stesse di prima o equivalenti.
Il divieto di licenziamento
Dall’inizio della gravidanza fino al primo compleanno del bambino non puoi essere licenziata, salvo casi eccezionali come la colpa grave o la chiusura dell’azienda. Se in questo periodo decidi tu di dimetterti, le dimissioni vanno convalidate dall’Ispettorato del lavoro e conservi il diritto all’indennità di disoccupazione.
I riposi giornalieri
Fino a un anno di vita del bambino hai diritto a due ore di riposo al giorno, retribuite, che diventano una sola se il tuo orario è inferiore a sei ore. Si usano di solito per entrare dopo o uscire prima. In alcuni casi possono essere chiesti dal padre.
Il congedo parentale
Dopo il congedo obbligatorio, madre e padre possono usare il congedo parentale, cioè altri mesi di astensione facoltativa da prendere entro i dodici anni del figlio, anche a giorni o a ore. Viene pagato in percentuale dello stipendio, con mesi meglio retribuiti che la legge ha ampliato negli ultimi anni.
Malattia del bambino e orario
Puoi assentarti quando il bambino è malato, senza retribuzione ma senza limiti di giorni fino ai tre anni. Non puoi essere obbligata al lavoro notturno fino a un anno del bambino. Chi ha figli piccoli ha inoltre una priorità nelle richieste di lavoro agile e di part time.
Percentuali, durata e requisiti cambiano con le leggi di bilancio: prima di decidere verifica la situazione aggiornata sul sito dell’INPS, con un patronato o con l’ufficio del personale. Se pensi a una pausa più lunga, leggi anche come funziona l’aspettativa dal lavoro.
Prima di rientrare
- Scrivi al tuo responsabile un mese prima: conferma la data, chiedi cosa è cambiato e proponi come usare i riposi giornalieri.
- Fai l’inserimento al nido o con la babysitter in anticipo, almeno due settimane prima, così non coincide con il tuo primo giorno.
- Prova la giornata tipo: sveglia, uscita, tragitto. Scopri prima dove si incastra.
- Prepara il piano B: chi va a prendere il bambino se ha la febbre.
Le prime settimane
Non pretendere di tornare subito al ritmo di prima. Chiedi un passaggio di consegne, riprendi un progetto alla volta e concentra le cose importanti nelle ore in cui sei più lucida.
Se allatti, parla con l’azienda di dove e quando puoi tirare il latte: è una richiesta normale.
Dividi con il partner le incombenze fin dal primo giorno, senza aspettare di essere allo stremo. Le notti, le visite dal pediatra e le uscite anticipate riguardano tutti e due.
Il senso di colpa
Quasi tutte lo provano, e quasi tutte scoprono che passa. I bambini si adattano bene quando le persone che li curano sono serene e i momenti insieme sono presenti davvero. Ne parliamo in i bambini soffrono se la mamma lavora? e in ansia da rientro dopo la maternità.
Se al rientro qualcosa non va
Mansioni svuotate, trasferimenti, pressioni per andartene non sono un prezzo da pagare. Metti le richieste per iscritto, conserva le comunicazioni e rivolgiti a un sindacato, a un patronato o alla consigliera di parità della tua provincia, che assiste gratuitamente.


