Aprire un negozio tutto tuo: il prestito a tasso zero per le donne è stato appena rifinanziato, ma il fondo perduto non c’è più
di Gea Tamburrino, . Si legge in 3 minuti.

Dopo dieci anni dietro il banco di qualcun altro, l’idea viene a quasi tutte: e se il negozio fosse mio? Di solito si ferma davanti a un numero, quello che serve per affitto, arredi e primo assortimento. Esiste però un aiuto pubblico pensato proprio per questo passaggio, e il 12 ottobre il Ministero delle Imprese ha annunciato di averlo rifinanziato con 59 milioni di euro. Si chiama ON, Oltre Nuove imprese a tasso zero, e lo gestisce Invitalia.
Che cosa offre oggi
Un prestito senza interessi. Chi ottiene l’agevolazione restituisce esattamente la somma ricevuta, a rate, in un periodo che può arrivare a dieci anni, e il finanziamento può coprire fino al 90% delle spese del progetto.
Va detta subito anche la parte meno bella. Fino a pochi mesi fa, insieme al prestito, c’era una quota a fondo perduto, cioè soldi da non restituire. Quella parte è finita: Invitalia ha comunicato che per le domande presentate dal 1° luglio 2026 le risorse sono esaurite e resta soltanto il finanziamento a tasso zero. Chi legge in giro di contributi a fondo perduto per le donne con questa misura sta leggendo informazioni vecchie.
A chi è rivolto
Alle imprese nuove o giovani, nate da non più di cinque anni, in cui la maggioranza dei soci e delle quote è in mano a donne, di qualsiasi età, oppure a giovani fra i 18 e i 35 anni. Può fare domanda anche chi l’impresa non l’ha ancora costituita e si impegna a farlo se il progetto viene approvato.
Il commercio è fra i settori ammessi, insieme a produzione, servizi e turismo. Un negozio di abbigliamento, una profumeria, una cartoleria rientrano a pieno titolo. La misura vale in tutta Italia.
Quanto si può chiedere
I tetti sono molto più alti di quanto serva a un negozio: fino a 1,5 milioni di euro di spese per le imprese con meno di tre anni, fino a 3 milioni per quelle fra tre e cinque. Non esiste però l’obbligo di pensare in grande, e un progetto da qualche decina di migliaia di euro viene valutato come gli altri.
Come funziona la domanda
Si presenta soltanto online, sulla piattaforma di Invitalia, e non c’è una scadenza: lo sportello resta aperto finché ci sono fondi e le richieste vengono esaminate nell’ordine in cui arrivano. Secondo il ministero ne arrivano circa 380 al mese, il 60% in più di un anno fa, ed è il motivo del rifinanziamento.
La domanda è un piano d’impresa vero e proprio. Bisogna spiegare che cosa si vuole aprire e dove, a chi si venderà, quanto si pensa di incassare e quanto costerà partire, con i preventivi. Viene valutata la sostenibilità dei conti e viene valutata la persona, cioè l’esperienza di chi presenta il progetto. Dieci anni da commessa o da responsabile, in questo, pesano molto.
Prima di cominciare
Un prestito a tasso zero resta un prestito, e le rate arrivano anche nei mesi in cui il negozio incassa poco. Il conto da fare, prima ancora di aprire la piattaforma, è se l’attività riuscirà a pagarle dopo l’affitto, la merce e uno stipendio per sé. Un commercialista o lo sportello di un’associazione di categoria aiutano a farlo senza illusioni.
Vale la pena guardare anche vicino a casa. Regioni, Comuni e Camere di commercio pubblicano bandi propri, più piccoli ma a volte a fondo perduto, che con ON si possono in certi casi affiancare.
Aggiornato al 12 ottobre 2026. Condizioni e disponibilità dei fondi vanno ricontrollate sul sito di Invitalia prima di presentare la domanda.
Fonti
- Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rifinanziata la misura ON (12 ottobre 2026)
- Invitalia, ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero
Foto: Belchers Albert / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0




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