La busta paga del commercio spiegata riga per riga: che cosa c’è scritto e che cosa conviene controllare
di Gea Tamburrino, . Si legge in 3 minuti.

Arriva ogni mese, si guarda la cifra in basso a destra e si chiude. Il resto del foglio, pieno di sigle e colonne, resta un mistero per quasi tutte. Eppure è lì che si vede se le domeniche sono state pagate, se il livello è quello giusto e se l’aumento previsto dal contratto è arrivato. Vale la pena, una volta, leggerlo dall’alto verso il basso.
In alto: chi siete per l’azienda
La prima fascia contiene i dati che contano di più e che si guardano meno. C’è il contratto applicato, che nella maggior parte dei negozi è quello del terziario firmato da Confcommercio. C’è la data di assunzione, da cui dipendono gli scatti di anzianità. E c’è il livello.
Nel contratto del commercio i livelli vanno dal settimo, il più basso, al primo, e sopra ci sono i quadri. Chi vende al pubblico è inquadrata di norma al quarto. Chi ha più esperienza e autonomia, o coordina altre persone, dovrebbe trovarsi al terzo o al secondo. Se da anni aprite e chiudete il negozio, gestite la cassa e istruite le nuove arrivate, e il livello è rimasto quello del primo giorno, avete trovato la prima cosa di cui parlare.
Al centro: da che cosa è fatto lo stipendio
La paga non è una voce sola. La compongono la paga base, che dipende dal livello, la contingenza, un importo fisso che viene dal passato e non cambia da decenni, e gli scatti di anzianità, che maturano ogni tre anni fino a un massimo di dieci. Alcune hanno anche un superminimo, cioè una somma in più concordata con l’azienda.
Sotto ci sono le voci che cambiano di mese in mese. Lo straordinario, pagato con una maggiorazione che cresce con le ore: il 15% dalla quarantunesima alla quarantottesima ora settimanale, il 20% oltre. Il lavoro domenicale e festivo, con il 30%. Ferie e permessi goduti, eventuali giorni di malattia.
Per controllare un’ora di straordinario basta una divisione. La paga oraria si ottiene dividendo la retribuzione mensile per 168, e su quella si calcola la maggiorazione.
L’aumento di novembre
Il contratto firmato nel 2024 ha distribuito gli aumenti in più rate. La penultima scatta proprio adesso: da novembre 2026 la paga base sale di 35 euro lordi al mese per il quarto livello, e in proporzione per gli altri. L’ultima, di 40 euro, arriverà a febbraio 2027. La busta di novembre, che si riceve a dicembre, è quella da confrontare con la precedente.
Le mensilità sono quattordici
Nel commercio lo stipendio annuo si divide per quattordici. Oltre alla tredicesima di dicembre c’è la quattordicesima, pagata a luglio. Chi è stata assunta durante l’anno le riceve in proporzione ai mesi lavorati.
In basso: dove vanno i soldi che non arrivano
Fra il lordo e il netto ci sono le trattenute. I contributi per la pensione, poco più del 9% a carico di chi lavora. L’IRPEF, con le addizionali di Regione e Comune, alleggerita dalle detrazioni per lavoro dipendente e per i familiari a carico. E una piccola quota, un paio di euro, per il Fondo Est.
Quest’ultima è la riga più sottovalutata del cedolino. Il Fondo Est è l’assistenza sanitaria integrativa del settore, e rimborsa ticket, visite specialistiche, cure dentarie, pacchetti per la maternità. Chi è iscritta ci versa già ogni mese, e moltissime non hanno mai chiesto un rimborso.
In fondo: ferie, permessi, liquidazione
L’ultima fascia riporta i contatori. Le ferie maturate e quelle residue, su ventisei giorni l’anno. Le ore di permesso retribuito. E il trattamento di fine rapporto accantonato, la somma che vi verrà pagata quando lascerete il lavoro.
Un controllo due volte l’anno è sufficiente. Se una voce non torna, la prima persona a cui chiedere è chi prepara le buste, perché gli errori in buona fede sono frequenti. Se la risposta non convince, un patronato o un sindacato rifanno i conti gratis o quasi.
Le percentuali e gli importi indicati sono quelli del contratto del terziario firmato da Confcommercio. Chi ha in busta paga un contratto diverso deve fare riferimento a quello.
Fonti
- Confcommercio, contratto nazionale del terziario, distribuzione e servizi
- Fondo Est, assistenza sanitaria integrativa del commercio
Foto: Coyau / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0




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