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Casa e famiglia

Come gestire i malanni di stagione e l’incertezza lavorativa a novembre

di Gea Tamburrino. Si legge in 4 minuti.

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Come gestire i malanni di stagione e l’incertezza lavorativa a novembre

Come gestire i malanni di stagione e “sopravvivere” a questo periodo? La soluzione migliore è pianificare in anticipo, definire le tue priorità e adottare un’organizzazione flessibile. Non puoi certo girare con un’armatura per proteggerti dai virus di stagione, ma puoi gestire la salute della tua famiglia e le inevitabili assenze dal lavoro con una strategia precisa per ridurre lo stress, proteggere il tuo benessere e mantenere la stabilità professionale.

Da sempre novembre è considerato uno dei mesi più complessi per le mamme lavoratrici, tra i primi freddi, le piogge insistenti, i bruschi cali di temperatura e i virus che iniziano a circolare nelle scuole e negli uffici. Esaminiamo nei prossimi paragrafi come gestire al meglio questo periodo.

Come gestire i malanni di stagione

Il mese di novembre fa crollare le temperature e impone una maggiore permanenza in luoghi chiusi, dove è più facile contrarre raffreddori e influenze. In qualità di mamma lavoratrice, ti trovi ad affrontare due sfide. Da un lato devi proteggere il tuo corpo per non crollare, dall’altro devi fornire assistenza ai figli che, a scuola, potrebbero facilmente incappare in qualche influenza di stagione.

La gestione della mamma lavoratrice

C’è un errore molto comune tra le mamme lavoratrici: mettere la loro salute in secondo piano, continuando a lavorare anche quando avrebbero bisogno di riposo. In realtà questo approccio è controproducente, poiché si rischia di rimanere a letto molto più a lungo e la produttività si riduce drasticamente.

Per prima cosa devi puntare sulla prevenzione quotidiana, seguendo un’alimentazione ricca di vitamina C e zinco, un’adeguata idratazione e, se consigliata dal medico, un’integrazione di vitamine specifica per rafforzare le difese immunitarie.

Secondaria cosa, ascolta sempre i primi segnali del corpo. Ai primi sintomi di stanchezza, rallenta il ritmo lavorativo prima che il disturbo degeneri in qualcosa di più serio. Infine cerca di dormire bene e a sufficienza. Il sonno è il principale alleato del sistema immunitario, quindi dormire almeno 7-8 ore è prioritario.

La gestione dei figli

Quando un figlio si ammala, salta l’intera routine familiare. Per gestire la febbre o sintomi influenzali, per prima cosa prepara una sorta di “farmacia domestica”. Verifica in anticipo con il tuo pediatra di avere in casa i farmaci di base (antipiretici, soluzioni fisiologiche per i lavaggi nasali, termometro funzionante), senza dover fare corse dell’ultimo minuto nelle farmacie.

Crea un ambiente confortevole per tuo figlio. Mantieni quindi la stanza ben aerata ma calda, fai bere continuamente il tuo bambino e proponi attività rilassanti (lettura, cartoni animati, disegni) che non lo affaticano troppo.

Non avere fretta di mandare i figli a scuola o all’asilo dopo i primi segnali di miglioramento. La ricaduta è dietro l’angolo, quindi rispetta le 24-48 ore di convalescenza senza febbre.

Come gestire l’incertezza lavorativa a novembre?

Il mese di novembre porta con sé una notevole ansia da prestazione sul lavoro. Il motivo è semplice: si teme che una chiamata dall’asilo o dalla scuola interrompa una riunione importante, o blocchi la consegna di un progetto. Certo, il rischio c’è, ma basta seguire una pianificazione tattica.

Per prima cosa è necessario distruggere il mito dell’insostituibilità. Le mamme pensano che, quando si tratta dei loro figli, nessuna può sostituirle. In parte è vero, ma possono comunque dare una grande mano i nonni, i baby-sitter o altre mamme della classe. Insomma, creati una tua “squadra d’emergenza” pronta a intervenire in caso di necessità, così anche tu sarai più serena in caso di imprevisto.

A livello lavorativo, invece, affidati alla tecnica del backlog condiviso, tramite il quale mantieni colleghi e responsabili aggiornati sullo stato di avanzamento dei tuoi lavori. Se il lavoro è tracciabile e accessibile anche ad altri membri del team, la tua eventuale assenza improvvisa non paralizzerà le attività dell’ufficio.

Come agire sul lavoro e gestire le ferie in caso di malanno

E se il malanno di stagione colpisce sia te che i tuoi figli? In tal caso la cosa migliore è informarsi sui propri diritti per gestire la situazione professionale in modo sereno.

Comunicazione tempestiva e trasparente

Avvisare il tuo responsabile o il team il prima possibile è fondamentale. Un messaggio chiaro inviato nelle prime ore della mattina permette alla struttura aziendale di riorganizzarsi a livello lavorativo. Ti consiglio di comunicare con precisione la tua disponibilità, chiarendo se sei in grado di rispondere alle urgenze via e-mail oppure no.

Smart working e flessibilità oraria

Se il tuo lavoro lo permette e il tuo bambino non richiede un’assistenza continua, puoi optare per lo smart working. Nei momenti di riposo di tuo figlio, puoi dedicarti al lavoro e sfruttare questa modalità flessibile.

Gestione di permessi, ferie e congedi

Usare le ferie per accudire un figlio malato è una prassi diffusa, ma non sempre la scelta migliore. È importante conoscere le tutele previste dalla legge e dai contratti collettivi (CCNL):

  • certificato di malattia proprio. Se si ammala la madre, bisogna chiedere il certificato al medico di base ed evitare di lavorare in uno stato di malessere solo per il timore di assentarsi;
  • congedo per la malattia del figlio. La normativa prevede il diritto ad assentarsi dal lavoro per la malattia dei figli (fino a 3 anni con permessi retribuiti o non retribuiti a seconda del contratto, e dai 3 agli 8 anni con un limite di giorni all’anno per genitore);
  • utilizzo strategico dei permessi ROL. Utilizzare i permessi retribuiti anziché le ferie stagionali permette di conservare il monte ferie per i periodi di reale riposo familiare.

Per affrontare un mese imprevedibile come novembre serve grande pragmatismo, quindi accetta che gli imprevisti accadano per viverli con meno ansia, ma anche per prepararti al meglio e studiare strategie alternative.

Foto: Pixabay

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